I viaggi dell’assurdo: Čeljabinsk

 

Inauguriamo la neonata e metafisica rubrica di Gulliver con una città pigramente adagiata alle pendici orientali degli Urali, la russa Čeljabinsk! Quest’anonima città dove hanno la sfortuna di abitare in ben 1.198.858 persone, almeno stando ai numeri di Wikipedia, è naturalmente un piccolo eden per i viaggiatori dell’assurdo. Circondata da complessi industriali in rovina, che hanno irrimediabilmente contaminato il territorio della regione, Čeljabinsk vanta un numero di turisti forse solo superiore a San Donato milanese. Insomma, una pacchia.

 

Bandiera ufficiale della città di Chelyabinsk

 

Fondata nel 1736 dal colonnello Alexey Tevkelev per proteggere le rotte commerciali della zona dagli attacchi dei Baschiri, la città rimase totalmente defilata fino al 1892, quando fu collegata al resto del mondo dai binari della ferrovia. Fu allora che Čeljabinsk divenne un hub per lo smistamento di chi, volente o nolente, fu traferito nelle gelide terre di Siberia. Nell’arco di quindici anni oltre quindici milioni di anime  – un decimo della popolazione russa – transitò da qui. La fama industriale e militare di Čeljabinsk si concretizzò in epoca sovietica, quando fu ribattezzata ufficiosamente Tankograd. Durante la Seconda guerra mondiale furono prodotti qui 18.000 carri armati, in particolare i T-34.

Monumento ai tankisti - Čeljabinsk - Russia
Il monumento ai “tankisti”, nei pressi di via Kirova.

Risale invece al 2013 uno degli eventi più surreali cui l’umanità abbia assistito nel ventunesimo secolo. Correva un freddo mattino di febbraio (il 15), quando un meteoroide di circa 15 metri di diametro per 10.000 tonnellate di peso colpì l’atmosfera alla velocità di 54.000 chilometri l’ora per poi esplodere, indovinate dove? Esatto, proprio sopra la città di Čeljabinsk.  Risultato: scene apocalittiche e un’onda d’urto che distrusse 200.000 m² di finestre i cui frammenti hanno colpito e ferito oltre 1000 persone. Gulliver putroppo non era nei pressi, e dunque non possiamo produrre foto dell’accaduto. Ci scusiamo per il disagio arrecato e in sostituzione vi mostriamo il bucolico parco di piazza della Rivoluzione. Un sempreverde.

Piazza della Rivoluzione - Čeljabinsk - Russia

 

Se a causa dell’imponderabile foste giunti a Čeljabinsk, magari in treno, sappiate che ad accogliervi, nei pressi dell’imponente stazione, ci penserà un ostello nuovo di zecca, pulito e sorprendentemente cordiale. Si chiama Nice e vi costerà una decina di euro al giorno. Se non volete spendere e spandere, questa è la scelta migliore.

“Ma veniamo al sodo: che fare una volta giunti erroneamente sino a Čeljabinsk? Se il suicidio non fa per voi, vi sono ghiotte opportunità di svago, soprattutto se amate l’iconografia sovietica e il nichilismo urbano.”

Nulla di meglio, per muoversi tra gli ampi viali della città cosparsi di palazzoni sovietici e di grandi parchi fioriti, dei frequenti tram che la attraversano. Difficile immaginare dei veicoli più tristi: paiono confezioni di filetti di alici verniciate di beige, con all’interno una manciata di sedili illuminati da neon agonizzanti. Il ticket si acquista in vettura, sempre che la bigliettaia non sia totalmente annichilita dai fumi dell’alcol.

Tram nel centro di Čeljabinsk - Russia

Ma veniamo al sodo: che fare una volta giunti, molto probabilmente per sbaglio, sino a Čeljabinsk? Se il suicidio non fa per voi, vi sono ghiotte opportunità di svago, soprattutto se amate l’iconografia sovietica e il nichilismo urbano.

 

  1. Cominciamo con una chicca: un mosaico sovietico incastonato su una parete del Politecnico cittadino. Cosmonauti a profusione in una spettacolerrima apologia della conquista  dello spazio. Se non è un capolavoro questo, allora non c’è più religione. Voto: 10Mosaico sovietico presso il Politecnico di Čeljabinsk - Russia. Soviet mosaic with cosmonaut in Chelyabinsk, Russia.
  2. Come in ogni città russa degna di questo nome, un maestoso Teatro dell’Opera farà la gioia di chi ama la musica classica, il balletto, annessi e connessi. Prezzi popolari, un cartellone vario quanto basta e un sito internet anche in inglese. Olé.Teatro dell'Opera di Čeljabinsk, Russia. Opera Theatre in Chelyabinsk, Russia.
  3. Inutile descrivere la gioia provata nell’essermi imbattuto, durante una passeggiata nell’ameno Parco Pushkin, in un autentico e rugginoso luna-park sovietico, di quelli dove la tragedia è dietro l’angolo: pezzo forte, ça va sans dire, la ruota panoramica!
  4. Poteva mancare una fiamma eterna circondata da ghirlande di plastica  in memoria dei caduti della Grande guerra patriottica, altrimenti nota come Seconda guerra mondiale? Assolutamente no! La trovate lungo la Slavy alley.
  5. E per aggiungere surreale al surreale… ecco un americanissimo diner dove sostare per un hamburger dopo una passeggiata lungo la pedonale via Kirova, il paradiso dello struscio. Si chiama, con grande sfoggio di fantasia, American Style Diner, gode di un pessimo servizio ma chissenefrega, è il concetto che conta.
  6. Non manca nemmeno una grandiosa statua del compagno di merende Lenin, che fa bella mostra di sé in Piazza della Rivoluzione (e dove se no?).  Statua di Lenin in piazza della Rivoluzione a Čeljabinsk, Russia. Lenin statue in Revolution square, Chelyabinsk, Russia.

E per gli amanti della geografia… una bella mappa per capire in che angolo del mondo si trova Čeljabinsk. Si conclude qui la prima puntata de “I Viaggi dell’Assurdo”, rimanete sintonizzati perché siamo solo all’inizio!
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